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Autore: G. Nemeth, A. Papo e A.D. Sciacovelli
Anno: 2017
Formato: 16x23 cm.
Pagine: 224
Numero illustrazioni: 40
Stampa interno: Bianco e nero, colore
Copertina: Colore, brossura con aletta
Prezzo: Euro 19,00
Lingua: Italiano
ISBN: 88 6803 013 1

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Croazia e Ungheria

Otto secoli di storia comune


In questo volume si leggono i destini incrociati di Ungheria e Croazia, due nomi propri, che a torto definiremmo semplici nomi geografici, ma che sono in questo caso degli illustri ed eccellenti ‘contenitori’ geopolitici, che hanno generosamente offerto argomenti di ricerca e discussione a esperti di storia politica, economica, culturale, delle istituzioni, della letteratura, riuniti dall’obiettivo comune di tracciare un profilo, diremmo un primo possibile resoconto degli otto abbondanti secoli di storia comune tra Ungheria e Croazia, che nel corso del 2013 hanno trovato nuovi sviluppi grazie all’ammissione di Zagabria nel consesso delle capitali dell’Unione Europea. L’ingresso della Croazia ‘in Europa’ conferma l’appartenenza di questo paese alla grande famiglia europea, comprovata peraltro dall’intreccio, anzi dalla condivisione di gran parte della sua storia con quella della vicina Ungheria.

 

Gizella Nemeth, laureata in Storia, e Adriano Papo, PhD in Scienze storiche, membro estero dell’Accademia Ungherese delle Scienze, sono autori di numerose pubblicazioni sui rapporti storico-culturali tra Italia e Ungheria. Sono stati entrambi insigniti della Medaglia d’Onore ‘Pro Cultura Hungarica’. Hanno vinto nel 2001 il Premio Internazionale di Saggistica «Salvatore Valitutti» per l’opera prima Storia e cultura dell’Ungheria (Rubbettino 2000). Hanno pubblicato per i nostri tipi i volumi Il Trianon e la fine della Grande Ungheria (2011), Unità italiana e mondo adriatico-danubiano (2012), La via della Guerra (2013), Ungheria. Dalle cospirazioni giacobine alla crisi del terzo millennio (2013), Armi e diplomazia alla vigilia della Grande Guerra (2014), Da Sarajevo al Carso (2014), L’inferno del Carso (2015), Doline di dolore (2016). Antonio Donato Sciacovelli, laureato in Filologia e storia dell’Europa orientale, PhD in Scienze letterarie, ordinario di Italianistica, ha insegnato dal 1993 in diversi atenei ungheresi, prima dell’attuale incarico nell’Università di Turku. Specialista di letteratura italiana del Trecento, dei rapporti culturali e storici tra Italia e Ungheria, è inoltre traduttore dall’ungherese di Imre Kertész, Sándor Márai, Péter Esterházy, Magda Szabó, Gyula Krúdy e Szilárd Rubin.